Riscaldamento a pavimento: perché scegliere con cura il massetto

Come la scelta del massetto influenza l’efficienza del riscaldamento a pavimento 

Molto spesso nella realizzazione del sistema di riscaldamento a pavimento, la scelta del massetto viene messa in secondo piano oppure valutata esclusivamente sotto il profilo economico. Si tende a considerare il massetto come un elemento superficiale nella valutazione complessiva della funzionalità del riscaldamento a pavimento e addirittura “superfluo” nella ricerca della sua ottimizzazione. Infatti, ad oggi il 75% degli impianti di riscaldamento a pavimento vengono coperti da massetti non specifici a tale applicazione influenzando così l’efficienza e le funzionalità derivanti da tale sistema.

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Ma è davvero così? Il massetto influenza l’efficienza del sistema di riscaldamento a pavimento?

Vediamo insieme come scegliere un massetto per impianto radiante e da qui capire come influenza la sua produttività.

Di seguito 4 caratteristiche che occorre valutare nella scelta del massetto perfetto per un sistema di riscaldamento a pavimento. 

  1. Capacità di adesione all’impianto
  2. La capacità di adesione all’impianto è dovuta a due fattori: la viscosità dell’impasto e la sua compattezza. 
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    Il primo elemento ne determina anche la modalità di posa, infatti già qui possiamo fare la prima grande distinzione: massetto tradizionale in sabbia e cemento e massetto autolivellante. 

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    Il massetto tradizionale presenta un’alta viscosità, il che rende necessario una stesura da parte dell’operatore. Specialmente nei sistemi di riscaldamento con il pannello bugnato è difficile pensare di riempire tutti gli incavi intorno al tubo, infatti la superficie del massetto a contatto con le tubazioni si riduce notevolmente (anche del 30%). Dunque, la compattazione non risulta molto agevole se si considera anche la formazione di sacche d’aria che rallentano il passaggio del calore.

     

    massetto-autolivellante-riscaldamento-pavimentoIl massetto autolivellante ha una consistenza fluida, quindi una bassa viscosità che ne permette un agevole livellamento e la consistenza quasi liquida che quindi lo rende incomprimibile ed estremamente compatto. Questo si traduce in una copertura della superficie delle tubazioni radianti a contatto con il massetto praticamente totale ed una compattezza massima.

  3. Stabilità dimensionale
  4. La stabilità dimensionale è dettata fondamentalmente dalla qualità del legante, che nel caso del massetto per la pavimentazione può essere a base cemento o a base solfato di calcio (anidrite).

    Legante base cemento

    necessitano obbligatoriamente dell’utilizzo di rete elettrosaldata sopra il sistema di riscaldamento e di eseguire giunti di rottura ogni 30 mq e ogniqualvolta un lato superi i 5ml (corridoi). Da notare che i giunti di rottura, in particolar modo per i massetti per impianti di riscaldamento a pavimento, vanno rispettati a livello di pavimentazione, (il risultato è talmente antiestetico che nessuno rispetta questa regola) altrimenti le ceramiche soprastanti saranno soggette a forti tensioni con conseguente distacco e rottura.

    Il forte ritiro in fase di presa a cui sono soggetti può dar origine a cavillature e all’effetto curling, fenomeno per il quale la superficie superiore del massetto ritira più velocemente di quella inferiore facendo alzare gli angoli e le zone terminali del massetto. Inoltre il residuo di umidità all’interno del massetto difficilmente scende sotto il 2% anche in seguito a shock termico ed ha una maggior sensibilità al riscaldamento sotto il profilo dimensionale.

    Legante base solfato di calcio

    Non necessita di rete elettrosaldata e dei giunti di rottura. Non sono soggetti a ritiro in fase di presa e mantengono la stabilità dimensionale nel tempo, questo si traduce in una massima libertà a livello di pavimentazione sotto il profilo estetico che non contrasta con il profilo tecnico.

    Il residuo di umidità all’interno del massetto una volta maturo è pari a zero ed un ottimo comportamento dimensionale in fase di riscaldamento lo rende ideale per tutti i tipi di rivestimenti sensibili all’umidità.

  5. Conducibilità termica
  6. La conducibilità termica è un valore intrinseco di ogni materiale che indica la capacità di un materiale a trasmettere calore.

    Il simbolo che indica questo valore è il lambda λ (W/mK), lo stesso che ritroviamo nella valutazione degli isolanti termici. Motivo per cui bisogna porre la stessa attenzione nella scelta del materiale e dello spessore, sia per il pannello isolante che per il massetto della pavimentazione, che al contrario deve risultare il più conduttore possibile.

    Massetto in sabbia e cemento tradizionale

    massetto-sabbia-cemento

    Il massetto tradizionale ha una conducibilità termica da 1 a 1,3 W/mK. Le microcamere d’aria che restano all’interno di un massetto sabbia e cemento non sono per nulla ottimali per la sua conducibilità termica, quindi questo valore è da considerarsi puramente indicativo ma con buona approssimazione va dimezzato.

    Massetto autolivellante

    Il massettomassetto-autolivellante-riscaldamento-pavimento a base cementizia ha un valore di conducibilità termica pari a 1,4 W/mK, valore che può considerarsi vero in virtù della continuità del materiale grazie al riempimento totale degli spazi e assenza di microintercapedini.

     

     

    I massetti autolivellanti a base solfato di calcio, ossia in anidrite naturale, partono da un valore di 1,6 W/mK fino ad un valore di 1,9 W/mK a seconda del tipo di prodotto utilizzato. Il risultato è temperature di esercizio inferiori, dilatazioni inferiori e maggior vita dell’impianto.

  7. Resistenza meccanica
  8. Resistenza a compressione e flessione: un’ottima base per il massetto idoneo a riscaldamento a pavimento

    I massetti di supporto, destinati alla posa mediante incollaggio di pavimentazioni, devono presentare determinate caratteristiche meccaniche in funzione dello strato di finitura e della destinazione d’uso. Tra le più importanti si possono individuare la resistenza a compressione e flessione e la durezza superficiale.

    Occorre osservare che solo le resistenza a compressione e flessione sono caratteristiche intrinseche del materiale; le altre prestazioni sono fortemente condizionate da altri fattori come la messa in opera del massetto, la compattazione e le condizioni climatiche, la corretta messa in opera dal solaio al rivestimento finale.

    Non sempre la durezza superficiale coincide con quella presentata dal massetto in tutto il suo spessore

    Per esempio, nei massetti autolivellanti, se in fase di posa vi è un’eccessiva quantità di acqua d’impasto, questo porta alla risalita in superficie dell’acqua stessa con conseguente drastica diminuzione di resistenza superficiale ad essiccazione avvenuta (fenomeno denominato “bleeding”), mentre nei massetti semi-umidi un’eccessiva frattazzatura o lisciatura a disco potrebbe richiamare in superficie gran parte dell’acqua d’impasto e di legante dando origine, ad essiccazione avvenuta, ad una sottile crosta molto dura e compatta e ad uno strato sottostante sabbioso ed incoerente.

    I valori di riferimento della resistenza a compressione per il massetto sabbia e cemento sono compresi tra i 5 e i 12 N/mmq e flessione 2-3 N/mmq, per i massetti autolivellanti cementizi si arriva a valori di resistenza a compressione di 20-25 N/mmq e flessione 4-5 N/mmq.

    Gli autolivellanti a base solfato di calcio raggiungono valori di compressione di 25 N/mmq e flessione 6 N/mmq, in particolare il massetto autolivellante FLUOCAS prodotto da Giaguaro Edilizia in collaborazione con KNAUF miscelando sabbie di cava ed un compound a base anidrite arriva a valori di resistenza meccanica pari a 30 N/mq e resistenza a flessione di 7N/mmq.

    Occorre riconsiderare l’importanza rivestita nella scelta del massetto ideale per un sistema di riscaldamento a pavimento avendo cura del rivestimento, del tipo di impianto e del luogo in cui inserire i componenti.

    Perché spesso, coinvolgere le diverse figure che si occupano di questo pacchetto porta oltre che ad un ottimale risultato finale, anche ad un risparmio dovuto all’ottimizzazione dei costi di realizzazione e di esercizio.